Nel film Anastasia il carillon è il simbolo della famiglia Romanov e quindi del legame tra la protagonista, sua nonna e tutta la sua famiglia.
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sabato 28 dicembre 2019
33 - La sintesi finale
Così come alla sera si analizza tutto quello che si è fatto durante la giornata, prima di concludere questo percorso, voglio ritracciare tutti i passaggi ed i collegamenti fatti nel corso di questi mesi, partendo dal primissimo step.
La cosa che ha scelto ha un collegamento abbastanza labile con il luogo. In realtà, però, da quando sono una studentessa fuori sede, ho imparato ad apprezzare le piccole cose e a non dare per scontato nulla, soprattutto la mia famiglia. Quando, la scorsa estate, sono tornata a S.G.R. sono andata a casa di mia nonna ed ho rivisto un vecchio carillon con il quale ero solita giocare da bambina. Devo dire che mi ha fatto un certo effetto, a riconferma del potere che gli oggetti hanno sulla nostra memoria. All'inizio del corso queste sensazioni erano ancora abbastanza vivide, ed è per questo che la scelta è ricaduta proprio su questo oggetto.
Ulteriori informazioni sull'oggetto e sulla sua percezione nella cultura popolare, due concetti strettamente connessi, si possono ricavare dai proverbi che ne parlano.
Se fino ad adesso i collegamenti sono stati abbastanza immediati, trovare un collegamento tra carillon e cucina non è stato facile, ma alla fine ne ho trovati ben due. Il primo riguarda più il cibo, il secondo invece le bevande, quindi alla fine posso ritenermi abbastanza soddisfatta della copertura che sono riuscita ad ottenere.
Il primo step aveva lo scopo di introdurre San Giovanni Rotondo, il mio paese natale, scelto perchè penso che per analizzare un luogo (o un oggetto), bisogni prima di tutto conoscerlo a fondo.
Proprio questa conoscenza approfondita del mio paese mi ha permesso di eseguire un'analisi più personale, di metterci davvero nel mio. Ne sono una prova le cose che ho scelto a rappresentanza del luogo, che sono una parte concreta del mio passato e della mia vita di tutti i giorni nei periodi in cui torno a casa.
Il mio paese è famoso in tutto il mondo, ma pochi ne conoscono tutta la storia. Proprio per questo motivo, nonostante l'ampio repertorio di saggi, libri e chi più ne ha più ne metta, non ho voluto selezionare qualcosa riguardante Padre Pio, ma un libro che invece trattasse di quella parte della storia sconosciuta ai più, al fine di diffonderla.
Tuttavia, non ho potuto fare a meno di parlare della parte della storia che ha reso famoso San Giovanni Rotondo, ovvero quella relativa a Padre Pio, che osservo da un punto di vista un po' insolito.
A questa figura mi sono anche ricollegata per la scelta del film, che in realtà è collegato a tanti ricordi della mia infanzia, che sono tutti riaffiorati quando ho rivisto qualche scena per scrivere il post.
Devo dire, però, che la mia era una conoscenza molto "terra terra", come diremmo in Puglia, da alcuni punti di vista, come quello dell'origine del suo nome, che sono stata ben contenta di approfondire per la stesura di questo blog.
La cosa che ha scelto ha un collegamento abbastanza labile con il luogo. In realtà, però, da quando sono una studentessa fuori sede, ho imparato ad apprezzare le piccole cose e a non dare per scontato nulla, soprattutto la mia famiglia. Quando, la scorsa estate, sono tornata a S.G.R. sono andata a casa di mia nonna ed ho rivisto un vecchio carillon con il quale ero solita giocare da bambina. Devo dire che mi ha fatto un certo effetto, a riconferma del potere che gli oggetti hanno sulla nostra memoria. All'inizio del corso queste sensazioni erano ancora abbastanza vivide, ed è per questo che la scelta è ricaduta proprio su questo oggetto.
Come abbiamo più volte durante il corso, per capire la storia di una caso, bisogna prima di tutto analizzare i suoi nomi, cercando di non fermarsi ad una sola lingua.
Ulteriori informazioni sull'oggetto e sulla sua percezione nella cultura popolare, due concetti strettamente connessi, si possono ricavare dai proverbi che ne parlano.
Dal punto di vista più pratico, invece, è utile analizzare l'anatomia, la tassonomia della cosa, le azioni che si possono svolgere con o relativamente ad essa ed il suo utilizzo in una dimensione più casalinga. Navigando sul web, poi, ho trovato un articolo su un utilizzo alternativo del carillon.
Le cose, inevitabilmente, veicolano messaggi che vanno al di la della loro materialità, diventando quindi dei simboli. Il film Anastasia era uno dei miei preferiti da bambina ed è proprio da questo che deriva il significato simbolico che io attribuisco al carillon.
Proprio perchè sono simboli, sono infiniti i collegamenti che si possono far partire da una singola cosa, come evidenzino la nuvola dei nomi e la mappa concettuale.
Se fino ad adesso i collegamenti sono stati abbastanza immediati, trovare un collegamento tra carillon e cucina non è stato facile, ma alla fine ne ho trovati ben due. Il primo riguarda più il cibo, il secondo invece le bevande, quindi alla fine posso ritenermi abbastanza soddisfatta della copertura che sono riuscita ad ottenere.
Ho cercato di analizzare poi la presenza del carillon in tutti gli ambiti delle arti in senso generale, quindi musica (per cui ho trovato due collegamenti: 1 e 2. Collegato a questo, ho anche fatto una playlist su Spotify dei risultati che ho ottenuto cercando "carillon") , cinema, fumetti, letteratura ed arte in senso più stretto. Ho aggiunto anche, dopo averne discusso a lezione, il tatuaggio che ritrae la cosa.
Sempre rimanendo nella sfera creativa, ho trovato un sito dove si può creare la propria melodia da carillon e ne ho scritto un breve post a riguardo.
Sono stati analizzati anche i brevetti relativi alla cosa o a parti di essa e, sempre nell'ambito dei documenti, si è cercato anche un francobollo che ritraesse l'oggetto.
Ci è stato chiesto, poi, di rintracciare sia un protagonista a rappresentanza della cosa, che di immaginare (oppure semplicemente citare) un museo che la celebrasse.
Ho poi raggruppato i numeri che definiscono la cosa e stilato un alfabeto relativo ad essa, cercando di spaziare il più possibile.
Alla fine, posso ritenermi soddisfatta dell'analisi effettuata, soprattutto per avermi dato l'occasione di ricercare ed approfondire argomenti sui quali, altrimenti, difficilmente mi sarei soffermata.
Confermo, quindi, la tesi iniziale del professore, ovvero che non si può vivere solo di ingegneria, ma ci sono tante altre cose belle che meritano e devono essere tenute in cosiderazione.
Confermo, quindi, la tesi iniziale del professore, ovvero che non si può vivere solo di ingegneria, ma ci sono tante altre cose belle che meritano e devono essere tenute in cosiderazione.
venerdì 20 dicembre 2019
31 - L'ABC della cosa
Anastasia, uno dei miei film preferiti e nel quale compare, anche in modo abbastanza significativo per la narrazione, un famoso carillon (come ho scritto nell'articolo dedicato alla cosa nel cinema);Ballerina, perchè mi piacciono i carillon, spesso anche portagioie, che, quando aperti, lasciano venire fuori una ballerina danzante;

Cilindro, solitamente dentato. É il pezzo del carillon dove è "memorizzata" la melodia;

Domain Louis Carillon et Fils, un'importante cantina francese, dalla quale nascono pregiatissimi vini bianchi e rossi;
Edward Piguet, uno dei fondatori della Audemars Piguet Edwars Piguet. Sono di questa marca i bellissimi orologi dotati di carillon e con meccanismi a vista come questo. Per approfondire, ecco un articolo ed un video;
Favre-Salomon Antoine, l'orologiaio svizzero che per primo associò al meccanismo dell'orologio una melodia (1796);
Grafofono, una versione del fonografo (il cilindro, invece di essere fatto in ghisa e ricoperto da un foglio stagnola, era di cartone e ricoperto da uno strato di cera. Questo permise di ridurre gli errori che si verificavano in fase di istallazione o rimozione del cilindro del primo tipo), ovvero lo strumento che tra l'inizio del ventesimo secolo e la fine del diciannovesimo sostituì il carillon per questioni di praticità e maneggiabilità;
Holmes Sherlock, il protagonista del film "Sherlock Holmes and the Secret Code " (anche noto come "Dressed to Kill"), nel quale il famoso investigatore deve trovare l'ultimo di tre carillon per ricomporre e decriptare il codice contenuto nelle rispettive melodie;
Idiofoni a pizzico, la famiglia musicale di appartenenza del carillon, identificata dal codice 112.1 della classificazione Hornbostel-Sachs;

Luigi Folegotto, l'attuale proprietario della Pasticceria Carli di Udine, dove, oltre a provare le specialità della cucina friulana, è possibile anche ammirare una grande collezione di carillon artigianali (in una sala affrescata nel '500);
Molla, caricata girando una chiave, mette in rotazione, a velocità costante, il cilindro, facendo così partire la melodia;
Nonna, sia perchè il carillon che io ho scelto è di mia nonna, sia perchè nel film Anastasia il carillon è il simbolo del legame tra la protagonista e sua nonna (video);
Orologio, perchè esistono diversi orologi che implementano la funzione di carillon. Un esempio sono i "minute repeater", un vero e proprio spettacolo ingegneristico.
"Minute repeaters chime three different sounds; the hours are typically signaled by a low tone, the quarter-hours by a sequence of two tones and the minutes by a high tone. For example, if the time is 02:49 the minute repeater will sound 2 low tones representing 2 hours, 3 sequence tones representing 45 minutes and 4 high tones representing 4 minutes.";
Polce, il cognome della famiglia proprietaria del marchio La Gatta Carillon;
Quattro, il numero d campane che originariamente costituivano un carillon. Proprio da questo deriva il nome "carillon";
Recordon Jèrèmie, il proprietario della prima industria produttrice di carillon, aperta nel 1815 insieme a Samuel Junod (fonte: https://ezinearticles.com/?The-Music-Box---a-Remarkable-Invention-of-Our-Time&id=403071);
Sainte-croix, il comune svizzero che ha mantenuto il primato di maggior produttore di carillon fino alla II guerra mondiale. Fu poi battuto da Giappone e Cina;

Tingsha, una sorta di carillon usato dai monaci buddhisti durante rituali e preghiere;
Uchicago, ovvero l'università di Chicago, dove è situato, precisamente nella "Rockefeller Memorial Chapel", uno dei carillon (e degli strumenti musicali in generale) più grande al mondo, composto da 72 vampane di bronzo per un totale di 100 tonnellate (articolo);
Vinili, come quelli venduti all'ormai chiuso Carillon di Monza, un'istituzione, locale e non solo, nel campo della musica;
Zorro - 1957, la serie tv nella quale, nell'episodio 36 della second stagione, il carillon è un elemento chiave della trama.
domenica 8 dicembre 2019
Il Tatuaggio della Cosa
Si, lo so che non era uno degli step assegnati, però l'ultima volta a lezione abbiamo parlato di tatuaggi e visto che a me piacciono particolarmente, ho deciso di fare comunque un post a riguardo.
I due disegni di base più comuni sono questi due:
A me entrambi ricordano tanto il carillon che si vede nel film "Anastasia", ovvero questo
I due disegni di base più comuni sono questi due:
A me entrambi ricordano tanto il carillon che si vede nel film "Anastasia", ovvero questo
giovedì 28 novembre 2019
24 - La cosa nel Cinema
Titolo: Anastasia
Anno produzione: 1997
Diretto da: Don Bluth, Gary Goldman
Una delle scene del film: https://www.youtube.com/watch?v=Tzm0qfwiY8g&t=11
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